venerdì 22 marzo 2013

LE CINQUE LEGGENDE

C'è un cartone che mio figlio adora e che ultimamente guarda di continuo. Si tratta delle 5 leggende. 
Una storia bellissima realizzata in maniera strepitosa dalla Dreamworks che parla della paura.
Il bene contro il male, ovviamente. I buoni, buonissimi Babbo Natale, il Coniglio di Pasqua, la fata del Dentino, Sand Man (l'omino dei sogni che sparge una polverina dorata nell'aria per far fare bei sogni ai bambini - il mio preferito) e Jack Frost, il ragazzino della neve che non sa niente del suo passato e lotta per sapere chi è. Si parla anche di un misterioso "uomo della luna" che dall'alto sorveglia il mondo.
Dall'altra parte c'è l'uomo nero, la Paura, che cerca la fragilità in ciascun guardiano (le leggende sono i guardiani dei bambini) per indebolilrlo e sconfiggerlo.
Alla fine, quando i 5 grandi stanno per soccombere, un bambino meraviglioso affronta l'uomo nero e gli dice in faccia - io credo che tu esista ma non mi fai paura -.
Io di solito qui inizio a piangere mentre il mio bambino si esalta sferrando calci e pugni immaginari al cattivo sullo schermo e ripetendo in continuazione: io credo che tu esista ma non mi fai paura!
Raramente uso l'espressione wow ma mi ricordo di aver pensato proprio WOW la prima volta che l'ho visto.
A parte la straordinaria capacità di saper scrivere, disegnare e realizzare una storia tanto bella mi son detta: Ma guarda come si può con (forse apparente) semplicità affrontare argomenti così delicati ed importanti e saperli spiegare ai bambini oltre che ai tanti adulti "caproni" che accompagnano i bambini al cinema.
E allora la faccenda sta così, siamo tutti sulla stessa barca. Siamo tutti buoni e cattivi, fragili e forti. Siamo tutti un pò di tutto solo con percentuali diverse per ciascuno.
Io so, per esempio di avere una "dark side" molto forte. Non che mi trasformi in Mr Hide con la luna piena,  ma mi capita spesso di essere ingannata (in sogno - ormai avviene solo in sogno) dal mio inconscio.
Mi ritrovo a sognare cose che da sveglia so essere negative o "illusorie" per me ma che mi appaiono desiderabili dormendo. Non so se mi sono spiegata però so che dormendo torna fuori da quel buchino dove la mia vita reale l'ha ricacciato il pericolo dell'IDEALE. Il mio personale uomo nero che davvero esiste perchè ogni tanto si riaffaccia ma che non mi spaventa più da tempo.
Quando mi sveglio da certi sogni sorrido e sono felice per quello che ho ma riesco anche ad immaginare come si sentano i drogati o magari gli anoressici sapendo che qualcosa di nero e sottile si nasconderà sempre in certi anfratti nascosti delle tue viscere. (Un tantino forte come immagine forse).
Comunque il cartone è bellissimo, ve lo consiglio (sempre ammesso che qualcuno legga questo blog naturalmente) e adesso che la mia patatina piccina si è svegliata e richiede tutta la mia attenzione ci rimane solo il tempo per la ricetta. Attenzione però, questa è LA ricetta, la regina delle ricette, numero uno di semplicità e bontà. 
In parole povere mi sento finalmente pronta a dividere con il mondo una delle mie ricette preferite e più riuscite, la pasta FROLLA.
L'immagine giusta è ... Roma, Piazza San Pietro,  i fedeli che attendono la comparsa del Papa per l'Angelus. Ecco, con la stessa religiosa devozione ho atteso che uno dei migliori pasticceri d'Italia mi dettasse la sua ricetta per la frolla che è questa:

PASTA FROLLA
Per circa 1 kg di pasta

200 gr di zucchero a velo
300 gr di burro
80 gr di tuorlo (4 rossi)
3 gr di sale
500 gr di farina
la buccia di 1/2 limone e 1/2 arancio grattugiati
3 gr di lievito
1/3 di bacca di vaniglia

Impastare il burro ammorbidito con lo zucchero fino ad avere un composto "plastico". Aggiungere le uova, gli aromi tutti e il sale sciolto in poca acqua. Infine aggiungere la farina e il lievito.
Una volta ottenuto un composto consistente togliere dalla planetaria impastare un pò a mano su una superficie leggermente infarinata e poi lasciare l'impasto in frigo avvolto nella pellicola tutta la notte.
Perfetta per biscotti, crostate e altre basi.

Ecco, per oggi ci siamo direi. Se qualcuno legge quello che scrivo mi può postare un commento per favore?
Non vedo l'ora di leggerne uno, anche solo per provare la mia esistenza in rete.

Grazieeeeee!

§ELENA§

giovedì 21 marzo 2013

LICENZE POETICHE..

Sono stata rimproverata, si. 
Dal mio compagno, che mi ha detto che dopo l'ultimo mio scritto è uscita fuori la descrizione di una barbona o poco più. Un pò sciatta via, ma che ne saaaaaaaa.
No, invece ha ragione, bisogna tenersi (tienti nina tienti, mi diceva mia nonna). 
Essere ben curati, ben vestiti, in ordine. Avere cura di sè stessi. Io l'ho sempre intesa in un altro modo la cura del sè ma è giusto. E poi, detto fra noi ... Mi sono presa qualche licenza poetica perchè .. non mi sono mica fatta crescere una marmotta sugli stinchi. A dire il vero, allattando ho tanti di quegli ormoni in circolo che la peluria cresce poco ed è (sorpresa sorpresa) chiara e sottile. Meno male, almeno quello. 
Ma il tempo è davvero poco con due marmocchini agitati in casa più .. il resto ... quindi, come si può fare? Non lo so, mi sono sempre truccata poco, andata poco da estetista e parrucchiere e ottimizzare il tempo non è proprio il mio forte.
Se proprio devo dirla tutta ho una sana invidia per quelle donne meravigliose e profumate che girano per  strada con la bigiotteria in tono col tailleur. Con la scarpa trendy e il cappotto fashion. Con quei geni che riescono ad abbinare il foulard alla cintura, con chi ha l'occhio per vedere che il verde pisello non si intona al rosa chicco o meglio ancora ... li sa abbinare!!!! Fenomeni!!!
Ma io son bella dentro. A volte un pò nervosetta è vero, ma proprio una meraviglia dentro. Perchè mi basta poco. Vivo di poesia, di raggi di sole. Vivo di musica, di tramonti e piango, piango tanto.
Principalmente piango per l'esaurimento fisico che ho in corso (da 1 a 10 stanca 300!!) e quindi per la stanchezza cronica ma piango anche perchè mi fa bene.
Ora succede meno credo ma prima la gente si vergognava di piangere. Io invece trovo che esprimere la tristezza sia profondamente umano e gli esseri umani sono fonte di fascino inspiegabile per me da sempre (quasi tutti diciamo, qualcuno lo metterei sotto con la macchina ma i più ...).
Sono affascinata dalle storie, dalle vite che conducono a esistenze più o meno facili, più o meno intricate. E quando la gioia mi pervade (principalmente quando sono con i miei piccini) so da dove viene, so "come fare".
Quando qualcosa mi tocca e mi fa piangere (anche di gioia eh ...), sono grata. Sono viva. 
Quindi ... il mio compagno mi perdonerà se non ho tempo per piastrarmi i capelli (meraviglia d'uomo, sono tanto fortunata ad averlo con me) ma PROMETTO!!! che appena finito l'inverno (infinito maledetto inverno) e l'esaurimento fisico tornerò la donna affascinante che ha conosciuto (ah ah). GIURO!!!

Eccoci qua, oggi una bella Carrot cake all'americana (eccaaaalllaaaa). Fatta un paio di volte quest'inverno e sempre fantastica:

CARROT CAKE

350 gr di farina
150 gr di noci spezzettate (io lo preferisco senza ma dice ci vanno ... dice ..)
400 gr di carote grattugiate
1 cucchiaino di lievito
2 cucchiaini di cannella in polvere (anche questa a tutti non piace, a me si!!)
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaino di noce moscata
180 gr di burro ammorbidito
300 gr di zucchero
4 uova
50 gr di uvetta
un pizzico di sale

PER LA GLASSA

250 gr di mascarpone
50 gr di burro (ve l'ho detto che è americana eh!?)
350 gr di zucchero a velo
2 cucchiaini di succo di limone

Allora, forno a 180 e tortiera rotonda di 24 cm di diametro (viene bella grossa si).
In una ciotola mescolare farina, lievito e tutte le spezie + il sale.
Montare a crema il burro con lo zucchero poi, quando è bello gonfio unire le uova amalgamando uno alla volta.
Aggiungere il composto a base di farina e una volta amalgamato il tutto aggiungere le carote, l'uvetta e le noci.
Mettere l'impasto nella tortiera precedentemente imburrata e cuocere per 50/60 min. Controllate ogni tanto con lo stecchino al centro della torta perchè ci mette un pò a cuocere.
Per la glassa che andrà spalmata sulla torta una volta sformata e raffreddata completamente basta montare il mascarpone con il burro e poi lentamente aggiungere lo zucchero a velo e il succo di limone.

Bene, grazie a chi mi segue (cioè grazie Michela) settimanalmente. Vabbè ... ciao.

§ELENA§

martedì 19 marzo 2013

PRINTEMPS PRINTEMPS...


Di solito si scrive di quello che si conosce, è più facile almeno, se non fai Rowling di cognome o ti sei documentata a dovere su maghi e folletti. E allora si scrive di quello che si sa, quello che si vive, i più bravi di quello che si prova. Comunque un tempo ho scritto da single, di single.
Infiniti (e inutili aggiungerei) anni di fidanzamento e poi mi sono ritrovata (un secolo fa ormai) buttata nella mischia. Dopo un iniziale, fisiologico smarrimento sono entrata in un mondo fatto di aperitivi, eventi e giovedì sera mondani. Ora che sono accasata e mamma di due meravigliosi bambini sono perennemente stanca ma niente a che vedere con la fatica paurosa dell'essere sempre "sulla cresta dell'onda".
Prima di tutto niente più ceretta brasiliana ahhh, avete presente come sono sgambati certi bikini? Poi niente più uscite invernali. Pioggia, vento e l'amica di turno che ti aspetta sotto casa per la palestra, il corso di fotografia o la mostra vintage a Firenze (che poi io odio con tutto il cuore IL VINTAGE!!!!).
O uscire una sera a cena con un tizio che incontravi in giro per locali anche 10 anni prima e se in tutto questo tempo nessuno se l'è preso un motivo ci sarà?!
E poi bisogna sempre esser "figa" o almeno presentabile il che significa shampoo + piastra tutti i giorni, tacco 12 4 giorni su 7 e sindrome premestruale breve. No via, una faticaccia.
Vuoi mettere il relax di stare con una persona che ti ha vista nuda sia prima che dopo il parto. La soddisfazione di poter far crescere una marmotta sugli stinchi per liberarsene a primavera con un colpo di rasoio. Il godimento di poter passare sul divano con tuta e ciabatte il giovedì sera quando fuori imperversa una tormenta di neve.
Certo sei stanchina perchè il tuo primogenito ha voluto mangiare le minestra a brodo sul divano e le tempestine sono sparse sui cuscini umidi e tu hai dovuto pulire e asciugare col phon.
Stanchina perchè la piccina ha fatto la cacca e appena hai finito di cambiarla dalla testa ai piedi ha ributtato la minestrina della cena sul pigiamino candido e hai dovuto rifare tutto da capo. Ma quando le creature dormono sei la regina della casa... Eh si, puoi fare tutto!!! Tipo dormire........ ah ah ah
Ma io aspetto la primavera eh ...

Che bello, comunque la ricetta di oggi è semplice e buonissima. Gli shortbread. Burro burro burro siiiiii.
Ecco qua la ricetta della mia amica (ah ah) Trish Deseine, mangiati per la prima volta in Scozia nel lontano 1994 e ancora super apprezzati.

SHORTBREAD
Per 6/8 persone

250 gr di burro freddo di frigo
85 gr di zucchero
330 gr di farina

Scaldate il forno a 150°. Lavorate tutti gli ingredienti con le mani per ottenere un composto ruvido.
Impastate per 1 minuto su una superficie fredda e leggermente infarinata.
Mettere la pasta nello stampo premendo (stampo tondo di 20 cm di diametro) e cuocere per 50/60 minuti.
Togliete dal forno e tagliate a triangoli, Spolverizzare con dello zucchero semolato e lasciare raffreddare.

Fantastici!!

baci baci
§ELENA§



martedì 19 febbraio 2013

TENSIONE EVOLUTIVA

Sono una ballerina.
Mi piace definirmi ballerina anche se non lo sono .. "professionalmente parlando" ma ascolto la musica da 
sempre, la ballo.
Mi commuovo se sento qualcosa che scorre sotto pelle e piango, ah si, sono una gran piagnona.
Mi ritrovo se sento qualcosa che mi somiglia. Cerco e leggo se qualcosa mi incuriosisce.
Non sto ferma mai, con la testa intendo. La mia testa (qualcuno ha detto) è un'arma a doppio taglio.
Un tempo non mi dava tregua, passava avanti al cuore e correva correva, correva tanto da paralizzarlo (il cuore) e allora restavo rigida a pensare. Solo che, come tutti i marchingegni meccanici, a furia di girar rotelle la parte si scaldava (infatti soffro di emicrania da sempre e guardate che non è un caso - niente è mai un caso - come dice il maestro Oogway in Kung Fu Panda il caso non esiste) e mi incriccavo, mi fermavo. Perchè a furia di correre avanti si finisce nei vicoli ciechi: Quando sfrecci a capo basso mica hai tempo di vedere che direzione hai preso!?
Respiravo con la musica. Respiravo e piangevo e guardate che piangere ti costringe a fermarti. Ti incolla l'anima al pavimento perchè è lì che devi stare quando attraversi te stesso, con i piedi sul pavimento.
E le cose tornano semplici perchè qualcuno usa le parole per te. Le note che qualcun'altro ha scritto ti prendono per mano e ti dicono "tranquillo, non sei mica solo".
Ricordo di aver assistito al concerto di Ludovico Einaudi e di aver pensato che il mondo era salvo ah ah!!!
Ora corro poco, mi attorciglio poco. La verità è che spesso la mia testa è impegnata diversamente, che faccio per cena? Ma ho steso la lavatrice? Devo passare in farmacia ... Cose così. E anche se mi preferisco
casalinga piuttosto che col cervello in panne (perchè la vita vera è meglio del capo intasato, mutuo incluso si) a tratti mi mancano le mie "divagazioni". E insieme la musica che ascoltavo per sedarle.
Ci vuole pioggia vento e sangue nelle vene. E una ragione per vivere, per sollevare le palpebre, e non restare a compiangermi e innamorarmi ogni giorno - ogni ora di più (Jovanotti).

Oggi roba tranquilla vi prego, che sono stanca. Avevo pensato ad una bella Mantovana. Concreta  (non ci sono sorprese con la Mantovana..), sobria eppure dolcissima ...

 MANTOVANA

130 gr di zucchero
100 gr di uova intere che poi sarebbero 2 uova  (1 uovo è circa 50 gr - 20 gr tuorlo, 30 gr albume)
30 gr di tuorlo
100 gr di burro morbido
60 gr di farina
60 gr di fecola
1/4 di bacca di vaniglia

Montare bene le uova con lo zucchero insieme alla vaniglia, deve diventare bello spumoso.
A quel punto aggiungere delicatamente con una spatola la farina e la fecola setacciate e alla fine incorporare il burro.
Mettere in uno stampo imburrato del diametro di 20 cm. Cuocere per 30 minuti nel forno a 190°.

Ahhhh la semplicità!!

§ELENA§

mercoledì 13 febbraio 2013

GIRL POWER

C'è poco da fare, lo sanno tutti.
Maschi vs femmine? Macchè... non c'è gara.
Non lo dice anche Ligabue? Le donne lo sanno, c'è poco da fare, c'è solo da mettersi in pari col cuore .. lo sanno da sempre, lo sanno comunque per prime .. etc etc etc.
I maschi con un minimo di sale in zucca (aspetta aspetta, maschi-zucca ... vabbè) neanche ci si mettono perchè diciamocelo ... è la natura, è biologia, è matematica (2+2 non può far 5 giusto?).
Quello che negli uomini galleggia senza problemi con le donne va a fondo e noi sappiamo riconoscere il rumore quando lo tocca.
Siamo pratiche e sognatrici. Siamo concrete e fugaci. Siamo il sale della terra!! Potrei dire che siamo tutto perchè ... noi mettiamo al mondo i figli.. Eh davvero!!!
Li facciamo crescere (dentro la pancia, mica micio micio) e li partoriamo. E poi ancora li nutriamo e li facciamo crescere (fuori dalla pancia) ed è una faticaccia ma nessuna mai rinuncia. Si forse qualcuna che rinuncia fisicamente c'è ma con la testa .. 
Perchè ci hanno provato a confonderci e a tratti ci sono riusciti. Avete presente la stolen generation? I bambini aborigeni strappati alle loro famiglie e alla loro cultura per crescere come occidentali? E' capitato un pò lo stesso a noi donne visto che negli anni 70 nessuna donna (inclusa mia madre) allattava al seno e io ho "dovuto imparare a farlo".
A me sembra una follia, a voi no? Si, va bene sono particolarmente sensibile all'argomento perchè ho partorito a luglio ed ho ancora in circolo un bel pò di ormoni ma ... le vacche quando devono partorire non chiamano mica l'ostetrica!!!
Però son fiera dei miei ormoni, dei miei sbalzi di umore. Se penso che la luna fa salire e scendere le maree .. nel mio piccolo ...
Comunque posso dire che per ogni 10 donne in gamba un maschio a modo si trova. Io l'ho trovato (ragazza fortunata). Certo, di quando in quando il testosterone lo tradisce (vedi capitolo playstation etc) ma per il resto non mi posso lamentare.

Dunque, avevo promesso la tarte tatin e tarte tatin sia. Non vado matta per questo dolce (tutte quelle mele!!) però appena sformato si guarda parecchio volentieri e allora ... ecco la ricetta del mio amico a 3 stelle Michel Roux:

TARTE TATIN

200 gr di pasta sfoglia (si Michel la fa con la sfoglia)
5 mele medie, non troppo mature
il succo di 1/2 limone
120 gr di burro leggermente ammorbidito
160 gr di zucchero

Sbucciate le mele, togliete il torsolo e tagliatele  in quarti (metà e poi metà). Versateci sopra il succo di limone e mettetele da parte.
Imburrate il fondo di una tortiera di 24 cm di diametro e 6 cm di altezza con tutto il burro, deve venire un bello strato, cospargete con lo zuccheto e disponeteci le mele.
Stendete la pasta in un disco di circa 3 mm e bucherellatela con una forchetta. Arrotolatela sul mattarello e stendetela sulle mele. Mettete in frigo per almeno 20 minuti.
Scaldate il forno a 180°, mettete la tortiera sul fuoco per 10-15 minuti finchè il burro e lo zucchero si sono amalgamati e caramellati in modo uniforme (potete alzare la pasta con una forchetta per controllare).
Infornate per 25 minuti, finchè la pasta è cotta.
Sfornate e sformate subito, occhio al caramello che sarà incandescente. Mangiatela calda.

Tardi tardi si.

Notte.

§ELENA§

domenica 10 febbraio 2013

LA LETTERATURA E' LA MIA RELIGIONE

Ho cominciato a leggere romanzi nell'estate del 1983.
Avevo 13 anni e in spiaggia divoravo romanzi Harmony come pacchetti di patatine. Mia zia li comprava e me li regalava dopo averli letti così ho scoperto cosa avrei voluto fare da grande.
Ne facevo fuori 3 a settimana e non riuscendo a smettere sono passata dalla serie Romance (i classici) a la serie Bianca che narra le gesta amorose di dottori e infermiere, tutte rigorosamente consumate in corsia.
A quel punto ho fatto il passo successivo e sono passata alle serie Temptation e Passion, serie che provvedevano abbondantemente a colmare i miei dubbi in materia sessuale.
Anche se con la serie Grandi Romanzi Storici aumentavano intrighi e pagine alla fine dell'estate decisi che volevo di più e acquistai il mio primo libro.
Passai qualche ora in una libreria vicino casa e mi pregustai ogni momento mentre frugavo tra gli scaffali osservando ogni copertina e leggendo ogni trama di tutto quello che mi incuriosiva e fu così che mi imbattei in Lovecraft. Lessi le montagne della Follia in una sera per passare subito a La maschera di Innsmouth e pochi altri racconti ma era solo l'inizio della mia "fame letteraria".
Passai a Poe giusto per curiosità, per approfondire il genere ma dopo un pò decisi che tutto quel "buio" non faceva per me. Volevo conoscere l'animo umano certo ma dovevo percorrere altre vie e allora mi avvicinai a Wilbur Smith.
Il ciclo dei Courteney d'Africa mi ha appassionato per diverso tempo. Ho letto (quasi) tutti i libri della saga dei Ballantyne più altri romanzi come - Cacciatori di diamanti, L'ombra del sole, Come il mare, Un'aquila nel cielo e Sulla rotta degli squali.. Però mi mancava ancora qualcosa ed era il punto di vista di una donna.
I "classici" mi affascinavano ancora poco e allora cominciai con Anita Shreve.
"Il peso dell'acqua" fu il primo e poi li ho letti tutti (quasi tutti) ed ho capito finalmente quale era la strada da percorrere.
Catherine Dunne, Jodi Picoult fino ad arrivare a LEI. La regina assoluta del mio cuore, Alice Munro.
Da allora nessuna è mai riuscita ad insidiare il primo posto della mia personale classifica ma ho letto altro, leggo tanto. Pochi italiani e sicuramente pochi maschi. Mi fido di più delle donne quando affido la mia anima ad un libro. Ah Ah.
Comunque ... Per farla breve i libri sono quello che serve per sognare, per conoscere, per sentirsi vicini agli altri, questo è quello che penso si.

Pensavo all'Inghilterra tanto per cambiare, una gita a Bath un'estate .. e la mia scoperta meravigliosa del Fudge.Che forse non è Inglese ma americano e .. che importa:

VANILLA FUDGE

300 ml di latte
350 gr di zucchero
100 gr burro
1/4 di bacca di vaniglia

In una pentola mettere latte, zucchero e burro. 
Scaldare sul fuoco fino a far dissolvere lo zucchero e sciogliere il burro.
Lentamente portare ad ebollizione e lasciar bollire per 15/20 minuti. Girare tutto il tempo.
Quando il composto raggiunge i 115° (io ho comprato il termometro solo per fare il fudge) togliere dal fuoco, mettere i semini della bacca ed amalgamare.
Far raffreddare qualche minuto e girare con un cucchiaio fino a raggiungere una consistenza "gommosa-appiccicosa".
Versare il tutto in uno stampo precedentemente imburrato (preferibilmente quadrato) e lasciare freddare (non in frigo).
Il fudge si mangia tagliato a quadratini.

E' tutto per oggi (che poi è già domani visto che la mezzanotte è passata da un pezzo), notte!!

§ELENA§

venerdì 1 febbraio 2013

I LOVE CAKES

Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare ..
Ci sono stati anni in cui Spirit (avete presente il cavallo del cartone Disney) mi faceva un baffo.
Anni in cui prendevo la macchina e partivo per il mare alle 2 di notte. Prendevo l'aereo e partivo per Londra tutta sola. Anni in cui mi sentivo un leone e comprendevo tutto e tutti.
Quando andavo al mare girellavo per i locali di Forte dei Marmi chiacchierando con persone che non conoscevo, magari facevo un salto in discoteca "da sola" prima di andare a casa.
Quando partivo per Londra, andavo a Pisa in macchina, parcheggiavo la mia Yaris al parcheggio dell'aereoporto e volavo orgogliosa verso la mia città preferita.
Vagavo per il centro, pranzavo alla National Gallery e la sera andavo a vedere il Balletto alla Royal Opera House.
Ero super brillante e divertente, è stato un periodo fantastico. Dovuto, per la vita da clausura che avevo fatto negli anni precedenti (per motivi che non vi sto a spiegare).
Comunque in Inghilterra c'era questa serie tv che si chiamava Little Britain che mi faceva impazzire. In Italia hanno fatto vedere qualcosa su MTV anni fa, con una serie di personaggi assurdi interpretati da due comici inglesi (Matt Lucas e David Walliams).
Uno dei personaggi era Marjorie Dawes, una sorta di dietologa obesa che gestiva un club per obesi che vogliono dimagrire e che ripeteva continuamente con una vocetta stridula "i looove cakes".
Erano bravissimi e super irriverenti, mi facevano morire dal ridere, in Inghilterra è stato un successo strepitoso.
Come strepitoso è stato il tempo che mi sono concessa, la forza che ho guadagnato e meritato.
Passare del tempo da soli serve, affrontare (a volte costringersi ad affrontare) prove differenti serve.
Guardarsi intorno, osservare e conoscere la gente, il mondo, serve. E' quello che ho fatto prima di arrivare a vivere veramente (intensamente) il progetto più importante del mondo, la mia famiglia.
Ora che sto sveglia la notte ad allattare la mia piccolina mi capita di ripensare alle mie fughe solitarie e sorrido soddisfatta per la persona che sono.
Ripenso volentieri anche al pudding più buono del mondo che ho mangiato una volta, durante una gita estiva nel Kent.
O' non ti ho trovato la ricetta e l'ho rifatto pari pari. Buonissimo.

STICKY TOFFEE PUDDING

200 gr di datteri privati del nocciolo e fatti a pezzettini
250 ml di thè nero
85 gr di burro
175 gr di farina
175 gr di zucchero
2 uova

Per la salsa Toffee
100 gr di zucchero di canna muscovado
10 gr di burro
140 gr panna

Un una piccola pentola portare ad ebollizione i datteri con il thè. Cuocere per 20-25 min spengere quando i datteri si saranno ammorbiditi.
Nella planetaria sbattere il burro con lo zucchero fino ad avere un composto pallido e cremoso. A quel punto aggiungere le uova e poi la farina.
Unire i datteri cotti nel thè al composto e infornare per 35 minuti circa a 160°. Usare una teglia quadrata (20x20) perchè poi il pudding verrà servito in fette quadrate con la salsa sopra.
La salsa toffee viene preparata cuocendo zucchero, burro e panna sul fuoco, facendo bollire dolcemente fino a quando lo zucchero è completamente dissolto e tutto ha raggiunto un "delizioso" color caramello.

Fantastico!!!

saluti
§ELENA§